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Piano Finanziario TARI 2020 alla prova della Delibera Arera

Il Piano Finanziario TARI per l’anno 2020 rischia di mettere in difficoltà gli Enti Locali, alle prese con le delibere Arera

Inutile negare che il 2020 rischia di diventare l’anno delle modifiche legislative più interessanti (e forse complesse) nella gestione della riscossione dei tributi locali. I comuni, già alle prese con l’abolizione della TASI e la local tax, dovranno fare i conti anche con le delibere Arera che incidono decisamente sulla redazione del piano finanziario TARI per l’anno d’imposta 2020, piano che sarà ovviamente fondamentale nella determinazione delle tariffe per la tassa rifiuti.

Le nuove indicazioni contenute nelle delibere Arera di luglio in un primo momento sono passate inosservate. Poi la presa di coscienza e la consapevolezza che il piano finanziario difficilmente continuerà a sopravvivere, almeno nell’accezione comune. Il primo punto, affrontato con la delibera nr. 351 del 2019, è quello relativo ai costi e, in particolare, a quei costi che non possono in alcun modo rientrare tra quelli da finanziare con la tassa rifiuti.

L’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente definisce con precisione tutte quelle attività che non possono essere considerate direttamente correlate al servizio. Parliamo, ovviamente, di derattizzazione, disinfestazioni, gestione verde pubblico, manutenzione e pulizia di fontane pubbliche e, comunque, di tutte quelle attività che pur astrattamente riconducibili al ciclo integrato dei rifiuti, di fatto non sono finanziabile con il Piano Finanziario TARI. 

Non meno importante è inoltre il limite all’aumento delle tariffe e, quindi, ai limiti imposti alla parte attiva del Piano Finanziario TARI. L’obiettivo dell’autorità è quello di favorire il recupero di efficienza nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti rendendo di fatto impossibile rigirare, asetticamente, i costi in capo ai contribuenti. Capita spesso infatti che gli enti “ignorino” la possibilità di contenere i costi di smaltimento perché comunque il servizio andrà finanziato dai contribuenti. Il principio era sempre lo stesso: ai costi deve corrispondere il totale del ruolo. Ne deriva che gli enti non avevano di fatto alcun incentivo alla riduzione della parte passiva, potendo sempre riportare per intero il totale dei costi in capo ai contribuenti con il ruolo TARI.

Gli enti, nella definizione del Piano Finanziario TARI per il 2020 non potranno arbitrariamente aumentare la parte entrata ma dovranno limitarsi a quanto prescritto dall’Arera con una formula che impone un limite alla crescita della parte attiva definita in funzione del tasso di inflazione programmata, del miglioramento di efficienza nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti, del tasso di miglioramento atteso nella fornitura di servizi all’utenza (tasso che sarà definito in ragione di specifici parametri forniti dall’Arera).

piano tari 2020 arera

Piano Finanziario TARI 2020: la stima dei costi

La prima componente di costo da considerare nella determinazione del Piano Finanziario TARI per il 2020 è quella attinente ai Costi di Accertamento, Riscossione e Contenzioso – CARC tra i quali potranno essere compresi i costi per la gestione dei rapporti con gli utenti TARI (tipicamente riferibili alla gestione dei reclami), ovviamente i costi di accertamento e riscossione della tassa rifiuti, i costi di stampa, imbustamento e postalizzazione degli avvisi di pagamento unitamente ai costi di gestione del credito, i costi di gestione del contenzioso e i costi da sostenere, nel caso in cui la tassa rifiuti possa definirsi puntuale, nella gestione dei sistemi di misurazione.

La seconda componente di costo che entrerà nella definizione del Piano Finanziario TARI 2020 è quella dei costi comuni diversi – CCD tra i quali rientreranno le quote divenute ormai inesigibili, ovvero quelle quote per le quali l’Ente abbia esperito tutte le azioni, anche afferenti il recupero coattivo, atte ad incassare la tassa rifiuti a patto che dette somme non siano già state coperte con fondo svalutazione crediti o eventuali polizze assicurative.

Tutti i costi, siano essi fissi che variabili, che dovranno essere riportati nel Piano Finanziario per il 2020 dovranno essere “rivalutati” in ragione dei coefficienti stabiliti dall’Arera con la già citata delibera, coefficienti che consentiranno all’Ente di valutare i costi efficienti di gestione del servizio.

Modello F24 per la Tassa sui Rifiuti

Le entrate nel Piano Finanziario TARI per il 2020

Gli enti locali non potranno quindi procedere all’aumento delle tariffe (e quindi alla determinazione delle entrate) senza tener conto dei nuovi criteri di definizione dei costi. Se infatti continuerà a vigere il principio, assoluto, che il totale dei costi deve essere sempre pari al totale delle entrate, ne deriverà che l’obbligo della definizione dei costi in ragione di criteri di efficienza predeterminati dall’Autorità inciderà in maniera decisa nella determinazione delle entrate e, quindi, della tassa rifiuti.

L’unico caso in cui l’Ente potrà disporre l’aumento della parte attiva del piano finanziario, aumento da sottoporre comunque ad approvazione dell’autorità d’ambito, è legata esclusivamente alla necessità di procedere al miglioramento dei servizi offerti all’utenza o di integrazione delle attività.

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