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Notifica Compiuta Giacenza Tributi Locali

La notifica dell’avviso di accertamento a mezzo posta per compiuta giacenza

La notifica dell’avviso di accertamento per compiuta giacenza di un avviso di accertamento sui tributi locali: i presupposti e le criticità

La notifica per compiuta giacenza della raccomandata AR di un avviso di accertamento IMU-TARI-TASI o, più in generale, in materia di tributi locali, è spesso argomento dibattuto e sulla questione si è peraltro espressa frequentemente la giurisprudenza tributaria (e le diverse sentenze sembrano perfettamente in linea con quanto previsto dalla normativa e soprattutto secondo le frequenti interpretazioni della Corte di Cassazione).

La fattispecie appare regolata da quanto previsto dall’art. 8, comma 4 della Legge nr. 890 del 1992 secondo cui “La notificazione si ha per eseguita decorsi 10 giorni dalla data di spedizione della lettera raccomandata … ovvero dalla data di ritiro del piego, se anteriore”. 

Inoltre, atteso che la normativa in materia non impone l’invio a mezzo raccomandata AR dell’avviso di giacenza, si deve ritenere che la data da cui far decorrere i 10 giorni debba inevitabilmente coincidere con quella di rilascio, all’indirizzo del destinatario, dell’avviso di giacenza.

La questione, inutile negarlo, è però spinosa e lo è ancor di più quando concernete la notifica di avvisi di accertamento o, comunque, atti impositivi in genere. Al riguardo infatti preme sottolineare che il punto dirimente della questione è relativo alla c.d. “conoscenza legale” dell’atto, ovvero al fatto che il contribuente, materialmente, possa prendere cognizione del contenuto dell’avviso di accertamento per esercitare il diritto alla difesa sancito dagli artt. 24 e 113 della nostra carta Costituzionale.

La notifica dell’avviso di accertamento in materia di tributi locali e la decorrenza dei termini per il ricorso

Dalla data di notifica dell’atto, infatti, decorrono i 60 giorni per il ricorso. Nell’ipotesi di notifica dell’avviso di accertamento per compiuta giacenza, però, salta completamente la possibilità di verificare, con assoluta certezza, il giorno dal quale far decorrere il termine perentorio dei 60 giorni per proporre opposizione.

Come sottolineato in precedenza, la notifica dell’avviso di accertamento per compiuta giacenza si intende effettuata decorsi 10 giorni dal rilascio dell’avviso di giacenza (tipicamente il modello 26). Una siffatta previsione pare però assolutamente in contrasto con quanto previsto dallo Statuto del Contribuente e, in particolare, dall’art. 6 secondo cui “l’amministrazione finanziaria deve assicurare l’effettiva conoscenza da parte del contribuente degli atti a lui destinati.”

Nell’ipotesi di notifica per compiuta giacenza pare del tutto evidente quanto un principio, pur così importante, venga totalmente disatteso. Il motivo appare del tutto evidente (e peraltro reso pacifico in giurisprudenza). La ratio è quella di evitare che il contribuente possa, volontariamente e deliberatamente, procrastinare la data di notifica o, addirittura, evitare addirittura la notifica degli atti tributari.

L’orientamento della Corte di Cassazione in materia pare dunque pacifico: “in caso di mancato recapito della raccomandata contenente l’avviso di accertamento all’indirizzo del destinatario, la notifica eseguita in via diretta dall’ufficio fiscale ai sensi dell’art. 14 I. n. 890/82 deve intendersi eseguita decorsi dieci giorni dalla data del rilascio dell’avviso di giacenza (o dalla data di spedizione della raccomandata di trasmissione dell’avviso di giacenza) oppure, se anteriore, dalla data del ritiro del plico ed è da tale data che decorre il termine di impugnazione del provvedimento, non potendo considerarsi quale dies a quo il giorno del ritiro della raccomandata da parte del destinatario, applicandosi analogicamente l’art.8 I. n. 890/1982, relativo alle notifiche compiute dall’ufficiale giudiziario a mezzo posta”. Il principio, del resto, è stato frequentemente ribadito dalla stessa corte anche in tempi recenti.

La notifica per compiuta giacenza degli avvisi di accertamento: la ratio della norma

Gli atti tributari, quali sono gli avvisi di accertamento in materia di tributi locali, sono atti di natura recettizia; ne discende dunque che la conoscenza dell’atto da parte del destinatario ne determini l’efficacia. Da questo principio ne dovrebbe, per forza di cose, discendere un altro: il perfezionamento della notifica potrebbe aversi solo nell’ipotesi in cui si determini l’effettiva conoscenza dell’atto da parte del contribuente.

In questo modo, però, il rapporto tra amministrazione finanziaria e contribuente risulterebbe oltremodo sbilanciato in favore di quest’ultimo che potrebbe, probabilmente integrando la fattispecie dell’abuso del diritto, “non ritirare il plico” al fine di determinare la mancata notifica dell’atto inficiando la lotta dei comuni nel recupero dell’evasione.

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