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Dichiarazione IMU

Diritto di abitazione del coniuge superstite ai fini IMU

Puntuale, tra la fine del vecchio anno e l’inizio del nuovo, si riapre la questione dei diritto di abitazione del coniuge superstite ai fini IMU. Il diritto di abitazione in questione discende, ovviamente, da quanto stabilito dall’art. 540 del codice civile ma a fini IMU la questione è più complessa soprattutto se il tutto emerge nelle fasi immediatamente successive all’emissione degli avvisi di accertamento.

Stabilisce il secondo comma dell’art 540 del codice civile che “Al coniuge, anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni.” I riflessi ai fini dell’applicazione dell’Imposta Municipale Propria sono ovviamente evidenti

Immaginiamo, per rendere il tutto più semplice, l’ipotesi classica (e soprattutto più frequente) del coniuge superstite cui spetti il 66,67% di possesso dell’immobile (e delle relative pertinenze). Ai figli spetterà ovviamente, pro-quota, la restante parte e quindi il 33,33%.

In questa ipotesi, la casa coniugale risulterà dunque nel pieno possesso del coniuge superstite, per il 100%, mentre la quota dei figli risulterà azzerata. Lo stesso trattamento, ovviamente, toccherà alle relative pertinenze che subiranno, ai fini IMU, identico trattamento.

Laddove ricorrano, infine, i presupposti per usufruire della detrazione per abitazione principale, la stessa spetterà, per intero, al coniuge superstite che potrà trarre vantaggio dall’applicazione delle agevolazioni previste dalla prima casa, in quanto titolare di un diritto reale di godimento sull’immobile.

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